Il Time incorona l’IA (ed i suoi architetti) come forza dominante del 2025: dai ceo in copertina alle scelte quotidiane di un uomo moderno, ecco perché questa copertina ci riguarda tutti.
Time ha scelto l’Intelligenza Artificiale come “Persona dell’anno 2025”, mettendo in copertina gli “architetti dell’IA”, ovvero i volti che stanno costruendo la nuova infrastruttura tecnologica del pianeta. È un segnale potentissimo: la figura simbolica dell’anno non è un leader politico o una star globale, ma una tecnologia che ormai entra in ogni decisione, dal lavoro alla salute, fino al modo in cui ci vestiamo e consumiamo contenuti.

La copertina fa riferimento alla classica fotografia newyorkese “Pranzo in cima a un grattacielo”, ma con figure tecniche al posto dei lavoratori del ferro
Chi sono gli architetti dell’IA ?
Nella cover story compaiono alcuni dei protagonisti assoluti della rivoluzione AI, tra cui Sam Altman (OpenAI), Elon Musk (xAI), Mark Zuckerberg (Meta), Jensen Huang (Nvidia), Demis Hassabis (Google DeepMind), Dario Amodei (Anthropic), Lisa Su (AMD) e Fei-Fei Li, pioniera della computer vision. Time decide così di rappresentare l’IA non come un’entità astratta, ma come il prodotto di scelte molto umane, concentrate nelle mani di pochi leader del tech globale.
Perché questa scelta è storica?
La copertina del 2025 si inserisce nella tradizione delle “scelte concettuali” di Time, che in passato aveva già premiato entità collettive come il personal computer, il pianeta Terra o il “You” del 2006, a indicare l’utente della rete.
Oggi tocca all’Intelligenza Artificiale perché viene considerata la forza che più ha influenzato l’economia, la geopolitica, la cultura pop e persino il modo in cui percepiamo noi stessi.
Cosa cambia per l’uomo di MondoUomo.it?
Per un uomo moderno, la copertina di Time non è solo una notizia di costume, ma uno specchio di cambiamenti già in atto nella vita quotidiana. Dallo smart working potenziato dagli assistenti virtuali alle app che suggeriscono outfit, allenamenti e strategie di investimento personalizzate, l’IA è diventata il nuovo “consulente invisibile” che accompagna ogni scelta.
Lavoro, status e nuove competenze
Nel mondo del lavoro, l’IA sta ridefinendo cosa significa essere “competente” e “di successo”: non basta più accumulare esperienza, serve imparare a dialogare con gli strumenti di automazione e a farsi amplificare invece che sostituire. Le figure più ambite sono quelle in grado di combinare visione strategica, pensiero critico e capacità di usare l’IA come leva, un mix che sposta il concetto di status maschile dalla forza esecutiva alla capacità di orchestrare tecnologia e persone.
Stile, consumo e desiderio
Anche lo stile passa dai server: algoritmi e piattaforme di e-commerce raffinano le proposte di moda, accessori e orologi di lusso in base ai gusti e alle abitudini, anticipando desideri e trend prima ancora che esplodano su larga scala. Per l’uomo attento all’immagine, questo significa due cose opposte ma complementari: più facilità nel trovare ciò che lo valorizza e più rischio di omologazione, se delega completamente all’IA le proprie scelte estetiche.
Questioni etiche e responsabilità
La copertina di Time porta con sé anche tutte le paure legate all’IA: perdita di posti di lavoro, manipolazione delle informazioni, sorveglianza, bias nei sistemi decisionali che influenzano credito, selezione del personale e giustizia. Per l’uomo consapevole, la sfida non è rifiutare la tecnologia, ma pretendere trasparenza, regole chiare e un uso responsabile da parte di governi e aziende, senza rinunciare a informarsi in modo critico.
Uno specchio del futuro maschile
Time, eleggendo l’Intelligenza Artificiale “Persona dell’anno”, fotografa un presente in cui il potere passa anche attraverso chi sa progettare e governare le macchine intelligenti. Per l’uomo di oggi, la vera domanda non è se l’IA cambierà la propria vita, ma quanto sarà protagonista – e non semplice spettatore – di questo cambiamento.

