Domenica 7 dicembre alle 20:45 si gioca una delle partite più sentite del calcio italiano, Napoli-Juventus, un classico intramontabile. Gli azzurri vogliono i 3 punti per mantenere il primato, attualmente in condivisione con il Milan. I bianconeri sono molto lontani dal treno scudetto, ma cercano punti quanto meno per avvicinarsi alla zona Champions, l’obiettivo minimo della stagione.
Questa partita è già di per sé molto infuocata, ma la temperatura al Maradona diventerà rovente poiché è atteso Luciano Spalletti, il grande ex, l’uomo che ha portato all’ombra del Vesuvio il terzo storico scudetto. Sarà la partita dei grandi ex, poiché sulla panchina azzurra siederà Conte, anche lui con un importante passato bianconero. Per motivi diversi le due tifoserie sono inferocite con i loro ex beniamini, scopriamo perché.
Napoli-Juventus, come sarà accolto Spalletti?
Spalletti ha vissuto due anni a Napoli idilliaci, fatta eccezione per qualche frizione nel primo anno, con l’ormai celebre furto e restituzione della Panda e l’invito al tecnico di Certaldo di “togliere il disturbo”, dopo il tracollo nella corsa scudetto finale. L’allenatore però si è rifatto con gli interessi l’anno successivo, vincendo lo scudetto e stracciando la concorrenza, chiudendo il discorso molte settimane prima della fine del campionato con un distacco abissale dalle concorrenti.
Durante la corsa verso il terzo scudetto Spalletti dichiarò che non avrebbe indossato nessun altro colore, se non quello del Napoli, un patto d’amore suggellato con il tatuaggio dello stemma partenopeo, con tanto di tricolore, marchiato a fuoco sul braccio. L’addio fu particolarmente turbolento, con delle frecciate del tecnico a De Laurentiis, che poi ha reiterato nel corso degli anni. Spalletti dichiarò che voleva prendersi un anno sabbatico e così mollò tutto e tutti, una decisione che spiazzò il popolo partenopeo.
Dopo pochi mesi però Spalletti accettò la panchina azzurra dell’Italia ma, soprattutto, quest’anno dopo l’esonero di Tudor ha detto sì alla Vecchia Signora. Una decisione che ha fatto infuriare molti tifosi napoletani, soprattutto dopo la sua promessa di non indossare nessun altro colore, se non quello azzurro del Napoli.
Come sarà accolto Spalletti al Maradona? Forse qualcuno lo fischierà, forse qualcuno lo applaudirà, forse qualcuno resterà neutro. Per saperlo bisogna aspettare la notte del 7 dicembre, quando metterà piede per la prima volta da avversario al Maradona.
Il “tradimento” di Conte verso la Juve
Non è la prima volta che Conte affronta la Juventus da avversario, avendoci giocato contro due volte l’anno scorso: una a Torino, dove fu accolto da timidi applausi, e una a Napoli. Quest’estate però è successo un po’ di tutto e Conte è finito nel mirino della tifoseria bianconera, che non gli ha perdonato un presunto “tradimento.
Si vociferava che Conte, nonostante lo scudetto vinto, fosse molto indispettito con De Laurentiis perché nel mercato invernale non aveva provveduto a sostituire degnamente Kvaratskhelia. Addirittura c’era chi parlava di rottura insanabile tra Conte e De Laurentiis, cosa che avrebbe convinto la Juve ad avviare contatti con l’allenatore per riportarlo in bianconero.
Il ritorno di Conte a Torino sembrava cosa fatta, fino a quando lo stesso tecnico annunciò la sua permanenza a Napoli. Un “tradimento”, così fu percepito il suo gesto dai tifosi bianconeri, benché Conte avesse poi smentito l’esistenza di una trattativa per riportarlo alla Vecchia Signora.
Del resto Napoli-Juventus da sempre racchiude storie di ex, di “‘cori ngrati” e di partite al veleno e quello di domenica è solo l’ultimo atto di una saga semplicemente infinita.







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