Il Gran Premio del Brasile è stato vinto da Lando Norris sulla McLaren, in una corsa con tanti colpi di scena.
Prima però di parlare della gara ci corre l’obbligo sottolineare quel grande campione che risponde al nome di Max Verstappen che chiude 3°, sul podio dietro l’inglese ed al nostro Andrea Kimi Antonelli.
Già perché sono passati 11 anni dall’ultima volta che abbiamo visto un pilota in partenza dalla pit-lane arrivare sul podio; era Lewis Hamilton, Gran Premio di Ungheria.
Oggi è toccato a Re Max Verstappen, l’ennesimo segnale di un passaggio di consegne tra il campione di un tempo, e l’unico grande talento di oggi in pista.
La gara…
Lando Norris conquista il Gran Premio del Brasile con una prova di forza impeccabile. Partito dalla pole, il pilota McLaren ha gestito la corsa con lucidità, alternando ritmo e controllo. Dopo settanta giri intensi, il britannico ha tagliato il traguardo davanti a Kimi Antonelli e Max Verstappen, in una delle gare più combattute della stagione.
Sin dal via, Norris ha imposto il proprio passo, resistendo ai tentativi iniziali di Antonelli e Leclerc. Il contatto tra il giovane italiano e Piastri nei primi giri ha scatenato subito la tensione, portando all’uscita di scena di Leclerc e a una penalità di dieci secondi per l’australiano. Un episodio che ha condizionato la prima parte di gara, aprendo a un duello psicologico tra i protagonisti.
Mentre le Ferrari sprofondavano nel buio – con Hamilton costretto al ritiro dopo continui problemi di assetto – Norris ha dettato legge in pista, mantenendo un vantaggio costante e gestendo alla perfezione le diverse fasi di gara. Nemmeno la pioggia leggera apparsa a metà corsa è riuscita a destabilizzarlo.
Il capolavoro di Antonelli: un secondo posto che vale oro
Se Norris ha dominato, Kimi Antonelli ha stupito. Il giovane talento italiano ha dimostrato maturità, resistenza e una freddezza da veterano. Dopo il contatto iniziale e una leggera foratura, ha reagito con grinta, ricostruendo la propria gara giro dopo giro. La sua gestione delle gomme è stata magistrale, come pure i duelli con Russell e Verstappen nella fase finale.
Quando il campione del mondo in carica ha lanciato l’attacco con le gomme soft negli ultimi giri, Antonelli non ha ceduto. Ha difeso la seconda posizione con determinazione, resistendo all’interno in un corpo a corpo deciso ma corretto, che ha mandato in visibilio i tifosi italiani.
Il risultato ha un valore doppio: non solo un nuovo podio per l’italiano, ma anche la conferma di una crescita costante, in una Mercedes che ritrova competitività e fiducia. Antonelli ha chiuso a meno di tre secondi da Norris, dimostrando di poter stare stabilmente tra i grandi della Formula 1.
Verstappen, una rimonta da gladiatore
Partito dalla pit lane dopo le modifiche all’assetto, Max Verstappen ha regalato al pubblico una delle sue rimonte più spettacolari. Giro dopo giro, il campione olandese ha scalato la classifica fino al terzo posto, sfruttando strategie alternative e un passo eccezionale nella seconda parte di gara.
La scelta delle gomme soft nel finale si è rivelata vincente, ma non sufficiente per superare Antonelli. Nonostante un ritmo superiore nel settore finale del tracciato, Verstappen non è riuscito a completare l’attacco decisivo. La lotta tra i due è stata il cuore della corsa: rispetto, intensità e talento allo stato puro.
Per Red Bull resta un weekend complesso, segnato da un avvio difficile e da una monoposto meno incisiva nei tratti misti. Tuttavia, il podio di Verstappen conferma la forza mentale del campione e la capacità di massimizzare il risultato anche nelle giornate più complicate.
Le delusioni: Ferrari e Leclerc affondano
Il weekend di Interlagos si trasforma in un incubo per la Ferrari. Dopo un buon avvio, Leclerc è stato eliminato dal contatto tra Antonelli e Piastri al sesto giro, mentre Hamilton ha lottato a lungo con una monoposto instabile, prima di chiedere il ritiro.
Le parole del pilota inglese via radio – “impossibile da guidare” – sintetizzano il momento difficile della scuderia. Problemi di bilanciamento, degrado e comunicazione strategica hanno compromesso ogni possibilità di risultato. La squadra lascia il Brasile con zero punti e molte domande aperte.
Le sorprese: Bearman e Lawson convincono
Tra i protagonisti di giornata anche Oliver Bearman, autore di una gara intelligente e aggressiva. Dopo un pit stop anticipato, ha saputo risalire fino alla zona punti, regalando spettacolo nei duelli con Hulkenberg e Albon.
Ottima prova anche per Lawson, capace di mantenere la settima posizione con una sola sosta, dimostrando grande gestione delle gomme e solidità mentale. Il giovane neozelandese si conferma uno dei prospetti più promettenti del paddock.

