Apple non molla. Ancora una volta il colosso di Cupertino alza il trofeo e si conferma il marchio più prezioso della galassia economica globale.
Ma se il vertice della classifica promette poche sorprese, quello che accade alle spalle del podio racconta un’altra storia: quella di come l’innovazione, più che mai, sia diventata il parametro che separa i vincitori dai perdenti.
Nella 26ª edizione del Best Global Brands di Interbrand, il panorama sembra dipinto con colori nuovi; accanto ad Apple trovano posto Microsoft e Amazon, con Google che incalza dal quarto gradino.
Un terzetto di ferro, insomma. Tuttavia, il dato più interessante non è lì in cima: il valore complessivo dei cento brand in lista ha raggiunto i 3,6 trilioni di dollari, con un balzo del 4,4% rispetto agli anni precedenti.
Il grande balzo di chi ha creduto nell’Intelligenza Artificiale
Donde nasce tanta vitalità? Gonzalo Brujó, Global CEO di Interbrand, lo spiega così: “L’intelligenza artificiale e l’espansione dei servizi digitali stanno ridisegnando il panorama competitivo in maniera senza precedenti. I veri vincenti sono quei marchi che sanno innovare in orizzontale, attraversare settori diversi e rinnovarsi senza perdere di vista il proprio dna identitario. Chi si appoggia soltanto sulla propria storia rischia di restare fuori dal gioco”.

Questi principi trovano conferma nei numeri: NVIDIA schizza al 15º posto con un incredibile +116%, Netflix recupera dieci posizioni grazie a gaming e sport dal vivo, YouTube sale in dodicesima posizione con una crescita del 61%, proprio mentre le altre piattaforme di intrattenimento trainano l’ascesa di Instagram fino alla top ten.
Nel frattempo entrano per la prima volta nella classifica ben dodici nuovi nomi, tra cui giganti dell’infrastruttura finanziaria come BlackRock al 31º posto, la piattaforma di prenotazioni Booking.com, il colosso dei semiconduttori Qualcomm, e sorprendentemente anche il brand di e-commerce Shopify, al 99º posto, simbolo vivente della democratizzazione digitale per le piccole aziende.
Il lusso frena, l’auto accelera
Non tutto è oro nel Regno della Mela. Il mondo del lusso mostra segnali contrastanti. Hermès guadagna un +18% di valore, Prada tiene con un timido +8%, mentre Chanel arretra dell’8% e Gucci scende fuori dalla top 50. Louis Vuitton, il gigante francese, cede il 5% di valore. Segnali che il settore premium attraversa una fase di regolazione dopo anni di crescita esponenziale.
Diversa la musica nel settore automobilistico, dove Ferrari lucida ancora i suoi risultati con un +17%, consolidando il suo posizionamento nel luxury. Ma il vero colpo di scena arriva da Oriente: BYD fa il suo ingresso in classifica al 90º posto, mentre Tesla subisce una contrazione del 35%, un campanello d’allarme che suona forte nel mercato dei veicoli elettrici.
Il principio nascosto dietro i veri vincenti
Il filo rosso che collega i brand vincenti del 2025 è uno solo: la capacità di trasformare la disruption in opportunità concreta. Instagram sta reinventandosi nello shopping online, Netflix ha imparato che il futuro dell’intrattenimento passa dal live, Ferrari non fa più soltanto auto ma esplora moda e hospitality.
Come conclude Interbrand, sono i marchi che capiscono che l’innovazione non è uno sprint ma una maratona, e che il valore non risiede nei soli prodotti ma nella propria capacità di generare nuove strade di guadagno senza tradire se stessi. Questo il messaggio che emerge dalla classifica 2025: evolvi o esci dal gioco.







