Ogni anno il 13 ottobre si dedica ad una patologia poco conosciuta ma con un impatto enorme: la trombosi.
Per molti resta un termine astratto, ma è una delle cause “silenziose” dietro eventi drammatici come l’embolia polmonare, l’ictus o l’infarto. In Italia come altrove, la prevenzione e la conoscenza possono fare la differenza. Questo articolo ti guida, uomo, attraverso i rischi legati alla trombosi, come proteggersi e cosa fare in caso di segni sospetti.
Che cos’è la trombosi?
La trombosi è la formazione di coaguli di sangue (trombi) all’interno di vasi sanguigni — arterie o vene — che ostacolano il flusso del sangue. Se un trombo si stacca e viaggia verso un organo (per esempio i polmoni), può causare gravi complicanze come l’embolia.
Due forme principali da conoscere:
- Trombosi venosa profonda (TVP): soprattutto nelle vene profonde delle gambe
- Embolia polmonare (EP): quando il trombo viaggia fino ai polmoni e ostacola la circolazione polmonare.
Insieme, TVP ed EP rientrano spesso nella sigla TEV (tromboembolismo venoso).
Perché il 13 ottobre?
- Il 13 ottobre è il compleanno di Rudolf Virchow, medico tedesco che per primo studiò i meccanismi della trombosi e definì concetti chiave della patologia
- Dal 2014 è diventata la data simbolica della Giornata Mondiale della Trombosi, promossa dall’International Society on Thrombosis and Haemostasis (ISTH)
- L’obiettivo è sensibilizzare la popolazione, rendere più nota una malattia spesso sottovalutata e spingere alla prevenzione attiva.
Dati ed impatto: quanto è diffusa la trombosi?
- Si stima che 1 persona su 4 muoia nel mondo per condizioni correlate alla trombosi
- In Europa, ogni giorno falle decine di persone per complicanze trombotiche
- Numerose di queste morti sono teoricamente prevenibili, se si modifica lo stile di vita, si riconoscono in tempo i segnali e si interviene subito.
Perché gli uomini devono prestare attenzione?
Sebbene la trombosi non colpisca in modo esclusivo un sesso, ci sono motivi extra per cui un uomo dovrebbe essere informato:
- Fattori di rischio maschili
- Fumo di sigaretta
- Ipertensione
- Colesterolo alto
- Abuso di alcol
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- Sedentarietà
- Apnee notturne
- Stile di vita stressante
- Sport e sforzi intensi
Allenamenti pesanti, sudden gains, uso di integratori non controllati o doping improvvisato possono innalzare il rischio di alcune alterazioni emocoagulative. - Patologie associate più frequenti negli uomini
Malattie cardiovascolari, diabete tipo 2, malattie vascolari: tutte condizioni che aumentano il rischio di trombosi. - Ignorare i segnali
Un fastidio alle gambe, un dolore lieve, un’affaticamento non spiegabile: può sembrare “normale”, ma a volte è l’inizio del problema. - Ritardo nel consulto medico
Gli uomini tendono a “sopportare” più a lungo i sintomi prima di recarsi dal medico, il che può tradursi in ritardi pericolosi.
Segnali e sintomi da non sottovalutare
Conoscere i sintomi della trombosi può salvare vite. Ecco cosa tenere d’occhio:
| Localizzazione | Segnali / Sintomi sospetti |
|---|---|
| Gamba / polpaccio | dolore, gonfiore unilaterale, calore locale, tensione, arrossamento |
| Braccio | fastidio, gonfiore, sensazione di pesantezza |
| Torace / polmoni | difficoltà respiratoria improvvisa, respiro corto, dolore al petto, tachicardia, sensazione di svenimento |
| Capo / cervello | mal di testa intenso, confusione, visione offuscata, difficoltà nel parlare |
| Addome | dolore addominale acuto, nausea, vomito |
Quando compare uno o più di questi segnali, specie in soggetti con fattori di rischio, non aspettare: consulta un medico o recati al più vicino pronto soccorso.
Trombosi e Prevenzione: piccole azioni, grande impatto
Ecco come puoi ridurre (molto) il rischio:
- Muoversi spesso
Evita lunghe ore seduto (auto, ufficio, voli). Ogni tanto alzati, fai qualche passo.
Il tema recente delle campagne WTD enfatizza il motto “From Head to Toe, Take Control” — ovvero che la gambetta, le braccia, il corpo intero devono muoversi. - Controlli regolari
Periodicamente valuta pressione, colesterolo, glicemia e parametri ematici. - Peso sano e alimentazione equilibrata
Riduci grassi saturi, zuccheri, sale. Aumenta frutta, verdura, fibre. - Smettere di fumare / ridurre alcol
Il fumo e l’alcool eccedente danneggiano le pareti vasali e promuovono la coagulazione. - Idratazione adeguata
Bevi acqua; una lieve disidratazione può favorire la formazione di trombi. - Uso di calze compressive, se consigliate
In caso di lunga immobilità (viaggi, post-operatorio), le calze a compressione medica possono ridurre il rischio. - Farmaci preventivi quando indicati
In situazioni di rischio – ad esempio dopo chirurgia, in piani oncologici – le linee guida mediche prevedono terapie anticoagulanti preventive.
Diagnosi: come si scopre una trombosi
- Eco-doppler venoso: esame non invasivo, rapido, per controllare vene e flusso sanguigno
- D-dimero: test ematico che misura frammenti di fibrina; se elevato può far sospettare la presenza di un coagulo
- Angio-TC / angio-RM: in casi più complessi per visualizzare il trombo e l’eventuale coinvolgimento in organi centrali
- Esami del sangue coagulativi: per valutare predisposizione genetica o squilibri del sistema emocoagulativo.
Una diagnosi tempestiva è essenziale per ridurre danni e mortalità.
Cosa puoi fare nella Giornata Mondiale della Trombosi?
- Informati e collega il tema alla tua vita quotidiana
- Condividi sui social i messaggi ufficiali della campagna: ad esempio la challenge “Head to Toe” che invita a mostrare movimenti simbolici per ricordare che il corpo intero è coinvolto
- Partecipa agli eventi locali, webinar o iniziative sanitarie che spesso si svolgono il 13 ottobre
- Offri il tuo sostegno a familiari e amici, sensibilizzandoli sui segni da non ignorare
- Chiedi al tuo medico di valutare il tuo rischio personale e di consigliarti eventuali strategie preventive.
In conclusione
La Giornata Mondiale della Trombosi, ogni 13 ottobre, è un’occasione fondamentale per fare luce su una minaccia “silenziosa” che può colpire chiunque, anche l’uomo sano. Non si tratta di allarmismo, ma di consapevolezza: riconoscere i segnali, ridurre i fattori di rischio e intervenire tempestivamente può fare la differenza.
Se hai anche un solo dubbio — un fastidio alla gamba che non passa, un respiro corto improvviso, un dolore toracico — non rimandare: parlane con un medico.
Stai attento a te stesso e a chi ti sta vicino: la prevenzione comincia dal sapere.

