Ricordo il giorno in cui ho chiesto più spazio per il mio ruolo. Era un momento carico di speranza e paura. Quell’emozione comune racconta perché questo tema tocca così da vicino la nostra vita.
I numeri aiutano a capire il quadro: nel 2023 la presenza femminile nei ruoli dirigenziali in Italia è salita, con CEO al 24% e senior management al 34%. Questi progressi mostrano opportunità reali, ma i divari esistono ancora oggi.
Questo pezzo vuole essere pratico. Mostreremo come riconoscere barriere culturali, introdurre politiche aziendali utili e creare strategie di equilibrio tra lavoro e vita.
Perché agire ora? L’inclusione ha un impatto misurabile: aumento del PIL e migliore rendimento aziendale. .
Principali punti chiave
- La rappresentanza cresce, ma la parità è ancora incompleta.
- L’inclusione migliora il rendimento aziendale e il PIL.
- Servono politiche pratiche per l’equilibrio lavoro-vita.
- Ruoli familiari e cultura influenzano le opportunità.
- Ora è il momento giusto per cambiare modelli e benefit.
Executive summary del report: stato dell’arte e perché agire ora
Un quadro sintetico mostra dove siamo e perché ora serve accelerare.
Stato dell’arte: nel 2023 le donne sono il 24% dei CEO in Italia e il senior management femminile è salito dal 30% al 34%. La crescita dei livelli di rappresentanza è costante ma lenta.
Perché agire ora: studi del WEF stimano che l’inclusione femminile nel business può aggiungere fino al 35% al PIL mondiale. L’EIGE indica un aumento del PIL pro capite UE tra il 6,1% e il 9,6% entro il 2050. In Italia, imprese con almeno tre dirigenti donne hanno registrato un ROE superiore di 11 punti percentuali in cinque anni.
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- Focal point: rimuovere ostacoli invisibili che frenano le opportunità lungo il percorso professionale.
- Leve operative: obiettivi misurabili, KPI e accountability nelle aziende.
Messaggio chiave: la parità non è solo giustizia: è una strategia di crescita che migliora innovazione, retention e competitività nei settori più esposti.
Donne e lavoro in Italia oggi: dati, tendenze e divari persistenti
I dati rivelano un paradosso: le donne italiane raggiungono livelli di istruzione superiori agli uomini, ma la partecipazione al lavoro resta più bassa.
Secondo l’ISTAT, il 65,3% delle donne ha almeno un diploma contro il 60,1% degli uomini. Le laureate sono il 23,1% rispetto al 16,8% maschile.
Nonostante questo, il tasso di occupazione femminile è 55,7% contro il 75,8% degli uomini.
Impatto pratico: meno lavoro significa redditi inferiori, meno autonomia nel tempo e maggior ricorso al part-time involontario.
La rappresentanza ai vertici migliora: nel 2023 le donne CEO sono il 24% e il senior management il 34%.
| Indicatore | Valore donne | Valore uomini | Effetto sul lavoro |
|---|---|---|---|
| Diploma | 65,3% | 60,1% | Maggiore istruzione disponibile |
| Laurea | 23,1% | 16,8% | Competenze elevate non sempre valorizzate |
| Tasso di occupazione | 55,7% | 75,8% | Gap occupazionale rilevante |
| Ore lavoro domestico/giorno | ~5 | ~2 | Influenza disponibilità a straordinari |
- Il paradosso: livelli alti, opportunità carriera più basse.
- La pipeline si assottiglia salendo nei ruoli apicali.
- Serve misurare assunzioni, promozioni e retribuzioni per ridurre il gap.
Le barriere invisibili: soffitto di cristallo, bias e ruoli di genere
Spesso è ciò che non si dice a determinare chi sale ai vertici.
Cos’è il soffitto di cristallo: sono barriere non scritte che bloccano le promozioni. Valutazioni soggettive su “potenziale” e “fit” penalizzano molte persone, soprattutto chi svolge compiti di cura.
Bias inconsci e stereotipi
Pregiudizi nascosti fanno credere che alcuni ruoli richiedano una presenza totale. Questo riduce le chance nei colloqui e nelle promozioni.
La “doppia presenza” e il carico di cura
Laura Balbo ha chiamato così la combinazione di lavoro e responsabilità domestiche. L’ISTAT segnala che circa l’80% della cura di casa, figli e anziani è a carico femminile, per 3–6 ore al giorno.

Conseguenze psicologiche
Stress, burnout e calo di engagement sono effetti concreti quando il carico non è riconosciuto. Il fatto è che molte decisioni manageriali ignorano questa realtà.
- Soluzioni pratiche: formazione sui bias, criteri oggettivi per promozioni e sponsor senior.
- Coinvolgere gli uomini come alleati nella redistribuzione della cura e delle responsabilità a casa e al lavoro.
| Fattore | Effetto | Dati chiave | Intervento |
|---|---|---|---|
| Soffitto di cristallo | Minor accesso ai vertici | Barriere non scritte | Colloqui strutturati |
| Bias inconsci | Valutazioni soggettive | Pregiudizi su ruolo e disponibilità | Formazione mirata |
| Doppia presenza | Ridotta disponibilità oraria | 3–6 ore di cura giornaliere | Flessibilità e servizi |
| Conseguenze | Burnout, turnover | Calo dell’engagement | Audit clima e supporto |
Politiche aziendali efficaci: piani di carriera, flessibilità e quote di genere
Le aziende vincenti disegnano percorsi chiari per crescere senza perdere talento. Qui vediamo misure concrete che migliorano retention e qualità del lavoro.
Piani di crescita e meritocrazia
Piani chiari rendono trasparenti le posizioni e le competenze richieste.
Definire step, formazione e obiettivi aiuta i dipendenti a vedere la propria crescita.
Flessibilità smart
Il lavoro ibrido, orari adattabili e il diritto alla disconnessione mettono ordine nei tempi.
Congedi paritari e servizi per l’infanzia riducono il rischio di abbandono dopo la nascita di un figlio.
Quote e incentivi alla parità
Le quote funzionano quando sono temporanee e misurate. Collegate a bonus per team e manager, trasformano l’obiettivo di parità in responsabilità concreta.
Networking, mentorship e sponsorship
Mentorship supporta competenze; la sponsorship apre a progetti visibili.
Entrambe accelerano la crescita professionale e creano opportunità reali.
- Formazione mirata: leadership e upskilling basati su risultati.
- Metriche di equità: monitorare promozioni, retribuzioni e performance per genere ogni trimestre.
- Best practice: annunci inclusivi, shortlist bilanciate e colloqui con griglie oggettive.
Il caso economico: perché l’inclusione conviene a persone, aziende e Paese
I numeri dicono molto più delle intenzioni. Team con leadership femminile mostrano migliori risultati finanziari e operativi. In Italia, le imprese con almeno tre dirigenti donne hanno registrato un ROE medio superiore di oltre 11 punti percentuali in cinque anni rispetto a società senza dirigenti femminili.
L’impatto è su più livelli: produttività, turnover e qualità delle decisioni migliorano. Studi del WEF stimano che l’inclusione femminile può aumentare il PIL del mondo fino al 35%.
Produttività, ROE e PIL: il valore dei team con leadership femminile
Più prospettive al tavolo portano a scelte più resilienti. Questo si traduce in minore turnover, maggiore engagement e migliore gestione del rischio. Aziende così performano meglio nei mercati volatili.
Impatto di lungo periodo: livelli, settori e competitività del sistema
L’EIGE stima che colmare il gap di genere possa alzare il PIL pro capite UE tra il 6,1% e il 9,6% entro il 2050. Settori che ripensano ruoli e processi notano risultati concreti in crescita e attrattività del talento.
- Vantaggi aziendali: ROE più alto, migliori decisioni e reputazione.
- Vantaggi pubblici: maggior gettito e crescita sostenibile.
- Per tutti: ambienti di lavoro più sani, utili anche agli uomini.
| Area | Effetto | Dato chiave |
|---|---|---|
| Performance finanziaria | ROE superiore | +11 p.p. (Italia, aziende ≥3 dirigenti femminili) |
| Crescita economica | PIL pro capite in aumento | +6,1–9,6% (EIGE, UE al 2050) |
| Impatto globale | Maggior capacità produttiva | Fino al +35% PIL (WEF, mondo) |
Cosa misurare ogni anno: quota di dirigenti donne, differenziali retributivi per livelli e progressioni. Dal business case all’azione, collegare obiettivi di crescita a incentivi concreti e rendicontazione pubblica è la strada più efficace.
Per approfondire modelli di leadership inclusiva e buone pratiche aziendali, consulta la guida su leadership inclusiva.
Le “professioni avide” secondo Claudia Goldin: dove nasce il divario
Esistono lavori che chiedono presenza costante e ricompensano chi si rende sempre disponibile.
Che cosa definisce un lavoro “avido”? Sono quei ruoli dove la reperibilità h24, gli orari non standard e la capacità di coprire imprevisti valgono più dei risultati misurati.
I premi salariali possono essere significativi: studi mostrano aumenti del 15–25% per chi accetta quella disponibilità. Questo crea un meccanismo che amplifica i gap di genere sul lungo periodo.

Disponibilità h24, orari non standard e premi salariali: il meccanismo
. Il risultato è che le posizioni di vertice penalizzano chi riduce il tempo operativo.
Il trade-off in coppia: la storia di Isabel e Lucas
Isabel e Lucas iniziano su ruoli simili. Lei sceglie un ruolo standard per cure familiari. Lui resta nel lavoro che richiede reperibilità.
. Spesso la rinuncia ricade sulle donne.
Settori a confronto: perché la farmacia è più egualitaria del legale
Nel legale la relazione personale e la scarsa sostituibilità premiano la presenza continua. Nella farmacia i processi sono standard, i turni chiari e il lavoro più sostituibile.
Come rendere i lavori meno “avidi”: standardizzazione, sostituibilità, team
Soluzioni pratiche:
- Documentare processi e passaggi di consegna.
- Introdurre rotazioni e SLA per coperture a turno.
- Valutare performance su obiettivi condivisi, non solo sulla presenza.
Benefici: meno stress, più qualità del tempo, vantaggi per uomini e donne. In questo modo il lavoro diventa più equo, le posizioni più accessibili, il talento resta dentro l’azienda.
Donne e carriera: equilibrio vita-lavoro e salute mentale
La somma di lavoro retribuito e cura crea spesso una seconda giornata che pesa sul benessere. In Italia molte persone svolgono il proprio ruolo professionale e poi si occupano della famiglia per ore ancora.
Carico mentale e lavoro non retribuito: ore, compiti e “seconda giornata”
Le statistiche mostrano che in media le donne dedicano circa 5 ore al giorno al lavoro domestico, contro circa 2 ore degli uomini.
Questa differenza aumenta il rischio che chi cura la famiglia riduca ore di lavoro o lasci il posto: l’ILO stima una partecipazione globale femminile al 55% rispetto al 78% maschile.
L’APA segnala che il 40% delle lavoratrici full‑time con famiglia riporta stress cronico. Le conseguenze sono insonnia, irritabilità e calo di motivazione.
Supporto sociale e benessere: ciò che protegge davvero
Edwards et al. (2017) mostrano che il supporto sociale riduce i giorni di malessere. Il sostegno funziona se è concreto e distribuito.
- Coinvolgere il partner e programmare turni familiari.
- Usare servizi per l’infanzia e reti di vicinato.
- Delegare compiti con liste condivise e strumenti digitali.
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Strategie semplici: pause regolari, attività fisica leggera e tempo per interessi personali migliorano la resilienza.
| Aspetto | Dato | Rischio | Intervento |
|---|---|---|---|
| Ore cura giornaliere | Donne ~5h, Uomini ~2h | Affaticamento cronico | Turni familiari e servizi di assistenza |
| Partecipazione al lavoro | ILO: donne 55%, uomini 78% | Riduzione carriera e reddito | Congedi paritari e flessibilità |
| Stress e salute | APA: 40% donne full‑time con famiglia stress cronico | Assenze, calo produttività | Supporto sociale e programmi di benessere |
| Effetto del supporto | Edwards et al.: meno giorni di malessere | Migliore retention | Community, mentorship, servizi locali |
Leadership che ispira: esempi italiani di crescita e impatto
Storie di leadership concreta mostrano come visione e risultati cambino le organizzazioni.
Cristina Scocchia è un esempio di leadership che unisce merito e responsabilità sociale. Dopo esperienze in L’Oréal e KIKO, guida Illycaffè con progetti inclusivi e messaggi netti contro gli stereotipi.
Francesca Bellettini ha scalato posizioni nel lusso ottenendo risultati misurabili: sotto la sua guida YSL è passata da circa 707 milioni a oltre 2,5 miliardi. Il suo percorso mostra come performance e strategia commerciale portino crescita e livelli di responsabilità più alti.
Silvia Candiani ha usato il digitale come leva per sviluppo e parità. In Microsoft Italia ha spinto l’adozione nelle PMI e promosso iniziative di Valore D, dimostrando che innovazione e attenzione al talento funzionano insieme.
- Tre esempi concreti dimostrano che risultati, visione e capacità di execution contano più delle ore in ufficio.
- I manager sponsor aprono posizioni visibili e velocizzano la crescita dei dipendenti.
- Lezioni replicabili: obiettivi chiari, formazione continua e reti solide trasformano settori tradizionali.
“Risultati e impatto sociale sono la miglior prova che il talento, se valorizzato, produce valore per tutti.”
Dal dire al fare: una roadmap praticabile per parità di genere e opportunità di carriera
È il momento di trasformare le intenzioni in azioni concrete, con passi misurabili e tempi certi.
Vision e KPI fissano obiettivi di parità genere per livelli e posizioni, con manager responsabili e report trimestrali. Ridisegnare il lavoro significa standardizzare processi, documentare knowledge e introdurre rotazioni per ridurre orari “avidi”.
Offrire flessibilità equa, piani di crescita trasparenti e sponsorship pratica crea reali opportunità. Welfare mirato per figli, servizi per la famiglia e congedi paritari sostengono il tempo e la responsabilità domestica.
In coppia, accordi chiari su ore dedicate a casa evitano sovraccarichi; nei settori più avari si testano backup di ruolo e team ridondanti. Per le aziende: incentivi legati a parità, misure pubbliche e revisione annuale dei dati.
Risultato: ogni donna può ambire a opportunità carriera senza scegliere tra lavoro e vita privata. Cambiare il modo in cui organizziamo il lavoro è il passo decisivo, adesso.
FAQ
Quali sono le principali barriere che ancora limitano l’avanzamento professionale femminile?
Le barriere più diffuse includono bias inconsci, stereotipi di genere, il cosiddetto soffitto di cristallo e la “doppia presenza” legata al carico di cura familiare. Questi fattori impattano su promozioni, responsabilità e rappresentanza ai vertici, riducendo opportunità di crescita nonostante competenze e livello di istruzione spesso pari o superiori.
In che modo il carico di cura influisce sugli orari di lavoro e sulla vita privata?
Il carico di cura aumenta le ore non retribuite e il lavoro domestico, riducendo la disponibilità per orari estesi o trasferte. Questo compromette la possibilità di accedere a posizioni con maggiori responsabilità, crea stress e può provocare burnout, influenzando anche le dinamiche di coppia e la gestione familiare dei figli.
Quali misure aziendali funzionano davvero per favorire parità e retention?
Politiche efficaci includono piani di crescita strutturati, flessibilità (telelavoro e orari modulabili), servizi per l’infanzia, percorsi di mentorship e sponsorship, e sistemi di valutazione meritocratica. Le aziende che applicano queste pratiche osservano migliori tassi di retention, engagement e produttività.
Le quote di genere sono utili o rischiano di creare controreazioni?
Le quote possono accelerare la rappresentanza ai vertici se accompagnate da formazione, piani di carriera e trasparenza nei processi di selezione. Senza queste misure, rischiano di risultare simboliche. Gli incentivi funzionano meglio con politiche integrate che favoriscono sviluppo di competenze e cambiamento culturale.
Come misurare l’impatto economico dell’inclusione sulle aziende e sul Paese?
Si valuta tramite indicatori come produttività, ROE, tassi di retention, e l’incidenza sul PIL. Team con leadership diversificata mostrano spesso migliori performance operative e innovazione, con conseguenze positive sulla competitività dei settori e sulla crescita a lungo termine.
Cosa sono le "professioni avide" e perché creano divari di genere?
Le professioni avide richiedono disponibilità h24, orari non standard e alta intensità di lavoro, spesso premiati con salari superiori. Questo modello penalizza chi assume carichi di cura, rendendo difficile conciliare vita e lavoro e aumentando il divario tra settori più o meno flessibili.
È possibile rendere i lavori meno “avidi”? Come?
Sì. Strategie efficaci comprendono standardizzazione dei processi, lavoro in team per aumentare la sostituibilità, orari più prevedibili e la digitalizzazione per ridurre la necessità di presenza continua. Questi cambiamenti facilitano la conciliazione e ampliano le opportunità di carriera.
Che ruolo hanno mentorship e networking nello sviluppo professionale?
Mentorship e sponsorship accelerano la crescita fornendo visibilità, consigli pratici e accesso a responsabilità chiave. Il networking crea opportunità di collaborazione e mobilità tra settori, migliorando la retention e la fiducia di chi aspira a ruoli di leadership.
Come le aziende possono tutelare la salute mentale e ridurre il burnout?
Offrendo flessibilità, supporti concreti (congedi e servizi per la famiglia), programmi di wellbeing e formazione sul carico mentale. Monitorare il livello di stress e adottare politiche preventive aiuta a mantenere engagement e performance nel tempo.
Esistono esempi italiani di leadership femminile che mostrano best practice?
Sì. Manager come Cristina Scocchia, Francesca Bellettini e Silvia Candiani sono spesso citate per l’attenzione a inclusione, merito e innovazione. Le loro esperienze dimostrano come la parità possa essere leva di business quando accompagnata da strategie concrete e responsabilità sociale.
Cosa possono fare le coppie per ridurre il trade-off in carriera?
Distribuire equamente compiti di cura e casa, negoziare orari e priorità, pianificare congiuntamente percorsi di carriera e valutare opzioni di flessibilità. Un approccio condiviso riduce l’impatto sulla carriera di entrambi i partner e favorisce maggiore equità.
Quali settori mostrano maggiore equità e quali sono più critici?
Settori come la farmacia o la sanità spesso risultano più equilibrati grazie a modelli di lavoro più prevedibili. Settori come legale, finanza e consulenza rimangono più critici per via degli orari estesi e delle pressioni per disponibilità continua.
Come costruire una roadmap aziendale per migliorare le opportunità professionali?
La roadmap dovrebbe includere diagnosi dei gap, obiettivi misurabili, piani di formazione, programmi di mentorship, flessibilità concreta, monitoraggio dei risultati e responsabilità dei manager. Azioni integrate e monitorate producono cambiamenti sostenibili nel tempo.

