La decima edizione del salone internazionale delle pietre preziose e della gioielleria si chiude con numeri storici, confermando la solidità di un mercato che sa resistere alle turbolenze globali.
In un momento in cui i mercati internazionali mostrano segni di instabilità geopolitica ed economica, GemGenève ha saputo mandare un segnale potente all’intero settore: il lusso autentico, fondato su rarità, eccellenza e fiducia, non conosce crisi.
La decima edizione del salone — svoltasi dal 7 al 10 maggio 2026 presso la Palexpo di Ginevra — ha polverizzato ogni record precedente, accogliendo 5.365 visitatori unici e 8.009 accessi totali (contando i ritorni), contro i 4.970 visitatori e i 7.259 accessi dell’edizione della primavera 2025. Un balzo del 10% nei ritorni multipli che racconta, meglio di qualsiasi dato, la qualità dell’esperienza offerta.
In cinque giorni — aperto sia ai professionisti del settore che al grande pubblico — l’evento ha radunato oltre 240 protagonisti del mondo della gioielleria nella suggestiva Halle 2 del Palexpo, con visitatori provenienti da ben 109 paesi diversi.
Svizzeri, francesi, italiani, belgi, britannici e americani hanno guidato la classifica delle nazionalità presenti, a testimonianza di un richiamo globale che va ben oltre i confini europei.
“Questa decima edizione ha davvero mantenuto le sue promesse,” ha dichiarato Ronny Totah, co-fondatore di GemGenève. “Trader, dealer, artisti emergenti e artigiani hanno elogiato la qualità delle conversazioni e un livello di energia fuori dal comune — un contesto che si è rivelato particolarmente favorevole alla conclusione di affari.”
Gli ha fatto eco il co-fondatore Thomas Faerber: “Questa è stata un’edizione d’annata, una vera svolta per il salone. I buyer europei erano presenti in forze e molti espositori hanno già manifestato l’intenzione di tornare nel 2027.”
Sul fronte delle tendenze di mercato, uno dei segnali più interessanti emersi a Ginevra riguarda il crescente interesse per le pietre non trattate.
Smeraldi colombiani non oleati, zaffiri del Kashmir e rubini del Mozambico non riscaldati hanno catalizzato l’attenzione dei compratori più esigenti, confermando uno spostamento della domanda verso la massima autenticità e naturalezza delle gemme.
Una tendenza che riflette una sensibilità sempre più sofisticata da parte dei collezionatori internazionali.
Grande successo ha riscosso anche il Designers’ Village curato da Nadège Totah, con tre nuovi designer e cinque talenti emergenti protagonisti di una vetrina che ha attirato l’attenzione di conoscitori, talent scout e professionisti del settore da tutto il mondo.
“In otto anni abbiamo costruito un ecosistema virtuoso in cui talento, sostenibilità della pratica artistica e solidarietà professionale si combinano, permettendo agli artisti emergenti di portare la propria carriera al livello successivo,” ha commentato Nadège Totah.
Non è mancata la dimensione culturale che da sempre caratterizza GemGenève: l’ottava esposizione temporanea del salone, intitolata Shaping Matter, Enhancing Beauty, ha presentato pezzi straordinari in giada, corno, agata, corallo e ambra provenienti dalla Collezione Baur e dal Museo d’Arte e Storia di Ginevra. Un viaggio nell’eccellenza artigianale di ieri, per meglio comprendere il lusso di domani.
GemGenève tornerà dal 11 al 14 maggio 2027.
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