Le PMI italiane navigano nell’incertezza per il 2026, con un sentiment diviso tra Nord pessimista e Sud cauto ottimista secondo l’indagine CNA.
Le imprese del Nord-Est e Nord-Ovest, come Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, mostrano alti livelli di incertezza (fino al 66% in Piemonte) per timori su export, dazi USA e conflitti geopolitici. Al Sud, Sicilia, Puglia e Abruzzo guidano l’ottimismo con oltre il 20% che prevede miglioramenti, trainati da turismo e servizi. In media nazionale, solo il 15,5% scommette su crescite, contro il 26% che teme cali, con il 58% in attesa.
Impatti Settoriali
Il manifatturiero soffre di più, con cali export e domanda debole dalla Germania, spingendo imprese a rinviare investimenti (36-45%). Stabilità prevista su fatturato e occupazione per la maggioranza, ma crescono ammortizzatori sociali e focus su digitale, efficienza energetica e formazione. Costi energetici, scarsità manodopera e concorrenza sleale restano le principali criticità.
Consigli per Imprenditori
Per affrontare il 2026 “a vista”, priorita a strategie flessibili: diversifica mercati oltre export, investi in sostenibilità e monitora geopolitica. Le PMI del Sud possono capitalizzare il boom turistico del biennio 2022-2023 (+3,7% PIL), mentre al Nord serve resilienza manifatturiera.
Fonte di Redazione: https://www.cna.it/le-previsioni-2026-delle-imprese-dalla-prospettiva-regionale/




