La Ferrari SF-26 ha lasciato il Montmelò con un verdetto netto: è un’arma già temprata, capace di firmare il miglior crono assoluto e di divorare chilometri senza sussulti, sullo stesso piano della Mercedes W17 che ha dettato legge in termini di costanza.
Lewis Hamilton ha sparato l’1:16.348 nell’ultimo giorno utile, un lampo che ha messo tutti in fila, ma il vero asso nella manica è stata la regolarità del Cavallino Rampante, pronto a capitalizzare i dati accumulati mentre Williams e Aston Martin arrancano già indietro.
Il velo dello shakedown: dati, non show
Cinque giorni a porte serrate sul Circuit de Catalunya, con team liberi di scegliere solo tre giornate su cinque: un format spietato che ha trasformato Barcellona in un bunker high-tech, lontano da microfoni e telecamere. Qui non si inseguono riflettori, ma affidabilità: verificare che i nuovi asset 2026 – chassis ridotti, ali mobili e power unit ibride potenziate – reggano il battesimo del fuoco senza implodere.
I tempi? Roba da leggere con il contagiri in mano, tra carichi di benzina ignoti e setup “puliti” per massimizzare i dati. Il contatore vero è stato il chilometraggio: chi ha girato di più ha già un vantaggio invisibile sui rivali.
Ferrari al comando: Hamilton e Leclerc, binomio letale
In rosso, il copione è da manuale: Hamilton piazza la zampata cronometrica su gomme tenere, Leclerc conferma con un solido 1:16.653 e insieme macinano 431 giri senza intoppi gravi, anche sotto la pioggia iniziale. “Siamo partiti con il piede giusto, tutto ha funzionato come da programma”, ha tagliato corto il monegasco, un’uscita che sa di Maranello ringalluzzito dopo anni di amarezze.
La SF-26, in configurazione “base” per privilegiare i test di endurance, trasuda potenziale: aerodinamica fluida, trazione elettrica incisiva e un motore Ferrari che ha retto 4.573 km senza drammi. È il segnale che Vasseur ha invertito la rotta: prima la solida base tecnica, poi il guizzo per il titolo.
Mercedes domina i numeri, McLaren e Red Bull inseguono
La freccia d’argento ha monopolizzato il contatore: 502 giri, oltre 5.200 km percorsi tra W17 e clienti, con Russell (1:16.445) e il giovane Antonelli a simulare stint da gara. È un déjà-vu del 2014, quando le power unit ibride regalarono a Toto Wolff un’era d’oro: qui, con l’elettrico al 50%, Mercedes sembra già nel suo elemento.
McLaren ha chiuso con meno volume ma con Lando Norris, fresco campione, che assapora il numero 1 sulla MCL40: “Sembra surreale, ma l’auto accelera come un missile grazie al boost elettrico”, ha confessato, cronometrando un 1:16.594 nonostante curve più lente. Red Bull, invece, ha pagato dazio: l’uscita di strada di Hadjar ha falcidiato i giri, ma Verstappen ha recuperato con un 1:17.586 e il motore “casalingo” con Ford ha sommato km preziosi.
Fanalino di coda: Aston-Newey zoppica, Williams ko totale
Aston Martin, il gioiello di Newey, è il mistero verde: solo 66 giri, debutto ritardato e Alonso costretto a mappature soft per integrare la Honda. Soluzioni audaci sì, ma verdetto rimandato. Williams? Un disastro: zero giri, ritardi strutturali che Vowles ha pagato cara, lasciando il team a rincorrere da zero proprio quando ogni dato conta doppio.
Audi e Cadillac, esordienti, hanno arrancato con guasti e 240/164 giri: “Affidabilità critica”, ammette Binotto. Centrogruppo ok: Alpine (341 giri), Racing Bulls e Haas (387 giri) hanno lavorato senza caos, puntellando basi discrete.
La fotografia in numeri: chi ha girato di più
Migliori tempi combinati:
| Pos | Pilota | Team | Tempo |
|---|---|---|---|
| 1 | L. Hamilton | Ferrari | 1:16.348 |
| 2 | G. Russell | Mercedes | 1:16.445 |
| 3 | L. Norris | McLaren | 1:16.594 |
| 4 | C. Leclerc | Ferrari | 1:16.653 |
| 5 | K. Antonelli | Mercedes | 1:17.081 |
| 6 | O. Piastri | McLaren | 1:17.446 |
| 7 | M. Verstappen | Red Bull | 1:17.586 |
| 8 | P. Gasly | Alpine | 1:17.707 |
| 9 | I. Hadjar | Red Bull | 1:18.159 |
| 10 | E. Ocon | Haas | 1:18.393 |
Giri totali team:
| Team | Giri |
|---|---|
| Mercedes | 502 |
| Ferrari | 431 |
| Haas | 387 |
| Alpine | 341 |
| Racing Bulls | 318 |
| Red Bull | 303 |
| McLaren | 285 |
| Audi | 240 |
| Cadillac | 164 |
| Aston Martin | 66 |
| Williams | 0 |
Km power unit:
| Costruttore | Km |
|---|---|
| Mercedes | 5.253 |
| Ferrari | 4.573 |
| Red Bull-Ford | 2.892 |
| Audi | 1.118 |
| Honda | 307 |
Barcellona non incorona re, ma dipinge un quadro nitido: Ferrari e Mercedes hanno piantato la bandierina per prime, con affidabilità da grande squadra. Bahrain sarà il giudice supremo: qui è iniziato il reset 2026, e non tutti sono partiti col turbo ingranato







