Il 28 gennaio si celebra in tutto il mondo l’International LEGO Day, una giornata che rende omaggio a uno dei giocattoli più iconici e amati della storia.
Dietro i colorati mattoncini danesi si nasconde qualcosa di molto più profondo: un’opportunità preziosa per rafforzare il legame tra padri e figli attraverso il gioco condiviso.
Una tradizione che resiste al digitale
In un’epoca dominata da schermi e app, i LEGO rappresentano un’oasi di creatività tangibile. Questi semplici mattoncini di plastica, inventati nel 1932 dal falegname danese Ole Kirk Christiansen, continuano a unire generazioni diverse attorno a un tavolo, con le mani sporche di polvere colorata e la mente impegnata in progetti sempre nuovi.
La forza dei LEGO risiede nella loro universalità: un padre che ha giocato con le costruzioni negli anni ’80 può oggi condividere la stessa passione con suo figlio, scoprendo che il linguaggio dei mattoncini non invecchia mai.
Anzi, si arricchisce di nuove possibilità, nuove serie tematiche, ma mantiene intatta quella magia originaria del “costruire insieme”.
Perché il gioco tra padre e figlio è fondamentale…
Il tempo di qualità trascorso insieme è il vero cemento delle relazioni familiari, e il gioco rappresenta il linguaggio più autentico attraverso cui padri e figli possono comunicare. Quando un papà si siede sul pavimento accanto al proprio bambino e inizia a costruire, sta facendo molto più che assemblare pezzi di plastica.
Durante il gioco con i LEGO, si creano dinamiche preziose: il padre trasmette pazienza, metodo, capacità di problem solving. Il bambino impara che gli errori fanno parte del processo creativo, che un progetto può essere modificato in corso d’opera, che collaborare porta a risultati migliori di quelli ottenuti da soli. Si stabilisce una complicità silenziosa, fatta di sguardi d’intesa quando finalmente quel pezzo difficile trova la sua posizione.
Oltre la costruzione: valori che durano una vita
I benefici del gioco condiviso vanno ben oltre il momento presente. Numerosi studi dimostrano che i bambini che trascorrono tempo di qualità con i propri genitori sviluppano una maggiore autostima, migliori competenze sociali e una più solida intelligenza emotiva.
Con i LEGO in particolare, si stimolano competenze cognitive essenziali: il ragionamento spaziale, la pianificazione, la creatività, la motricità fine. Ma soprattutto, si crea un ricordo condiviso, un’esperienza che diventerà parte della narrazione familiare. Quel castello costruito insieme in una domenica pomeriggiosa, quella navicella spaziale che ha richiesto ore di lavoro, quel momento in cui finalmente il progetto impossibile è stato completato: questi sono i mattoncini invisibili con cui si costruiscono i ricordi d’infanzia.
Un invito a rallentare
L’International LEGO Day ci ricorda che, in un mondo che corre sempre più veloce, fermarsi a giocare non è tempo perso ma tempo investito nelle relazioni che contano davvero. Per i papà moderni, spesso schiacciati tra impegni lavorativi e responsabilità quotidiane, sedersi a giocare con i propri figli può sembrare un lusso. In realtà, è una necessità.
Non servono grandi spazi o costose collezioni: bastano una scatola di mattoncini, un po’ di tempo e la disponibilità ad entrare nel mondo del bambino con curiosità e partecipazione autentica. Il risultato sarà una connessione più profonda, una comprensione reciproca maggiore e, perché no, anche un po’ di sana competizione su chi costruisce la torre più alta.
Già perché i LEGO ci insegnano che le cose migliori si costruiscono un pezzo alla volta, con pazienza e dedizione. Lo stesso vale per le relazioni familiari.
Questo 28 gennaio, l’International LEGO Day ci invita a riscoprire il potere del gioco condiviso, a spegnere i dispositivi elettronici e ad accendere invece l’immaginazione. Perché i ricordi più belli non si scaricano da internet: si costruiscono insieme, mattoncino dopo mattoncino.




