Dopo anni di utilizzo senza inserzioni, la piattaforma di OpenAI si prepara a introdurre un nuovo modello di ChatGPT basato anche sulla pubblicità.
I primi test segnano un cambio di direzione importante per uno degli strumenti digitali più usati al mondo, con effetti diretti sull’esperienza quotidiana di milioni di persone.
Il Nuovo Piano ChatGPT Go e la Strategia Pubblicitaria
OpenAI ha annunciato l’espansione globale del piano ChatGPT Go, disponibile a 8 dollari al mese, posizionandosi come opzione intermedia tra la versione gratuita e i piani Plus (20 dollari) e Pro (200 dollari). Ma c’è un rovescio della medaglia: sia il piano Go che la versione gratuita includeranno pubblicità, mentre i piani premium rimarranno completamente ad-free.
La pubblicità apparirà sotto forma di link o suggerimenti sponsorizzati di prodotti e servizi pertinenti alla conversazione in corso, posizionati in un’area separata e chiaramente etichettata in fondo alla risposta del chatbot. Un formato studiato per non interrompere il flusso della conversazione, ma che solleva interrogativi sulla natura stessa dell’esperienza utente.
Le Motivazioni Economiche: 1.400 Miliardi di Investimenti
La decisione non è casuale. OpenAI si trova ad affrontare la necessità di generare maggiori ricavi per sostenere gli 1.400 miliardi di dollari impegnati per le infrastrutture AI nei prossimi otto anni. Nonostante il CEO Sam Altman abbia dichiarato a novembre che la startup era sulla buona strada per generare 20 miliardi di dollari di ricavi annualizzati, le spese operative rimangono enormi.
La pubblicità digitale rappresenta da sempre il “pozzo d’oro” dei colossi tech come Google e Meta, e OpenAI sembra intenzionata a seguire la stessa strada. Gli annunci saranno influenzati dalle conversazioni degli utenti, con la personalizzazione attiva di default, anche se l’azienda promette che i dati non verranno venduti agli inserzionisti.
Le Garanzie (ed i Dubbi) sulla Privacy
OpenAI ha stabilito alcuni paletti: le risposte di ChatGPT non saranno influenzate dalla pubblicità, gli utenti sotto i 18 anni non vedranno annunci, e non appariranno inserzioni su temi sensibili come politica, salute e salute mentale. L’azienda promette che le conversazioni rimarranno private e che i dati non saranno mai venduti agli inserzionisti.
Tuttavia, la pubblicità divide gli incentivi di OpenAI tra servire l’utente e compiacere gli inserzionisti, un divario che potrebbe ampliarsi nel tempo. La storia dei social media insegna che i paletti sulla profilazione pubblicitaria tendono ad allentarsi quando crescono le pressioni sui ricavi.
Sam Altman: da “Odio la Pubblicità” a “Speriamo Funzioni”
Il cambio di rotta è evidente. Altman aveva precedentemente espresso riserve sull’introduzione di pubblicità in ChatGPT, definendo l’idea di combinare pubblicità e AI “particolarmente inquietante”. Ora la posizione è più pragmatica: serve un modello di business sostenibile per chi vuole usare molta AI senza pagare.
I test partiranno nelle prossime settimane negli Stati Uniti, con utenti adulti della versione gratuita e Go come primi “cavie”. L’Europa, con regolamentazioni più stringenti, potrebbe seguire più tardi. Una cosa è certa: l’era dell’intelligenza artificiale gratuita e senza pubblicità è ufficialmente al tramonto.

