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Collezionista, speculatore occasionale o mercante d’arte? Dalla Cassazione indicazioni importanti per il trattamento fiscale

Se siete appassionati d’arte e vi state chiedendo come poter avvicinarvi al mondo del collezionismo o diventare mercanti d’arte, sappiate che state per intraprendere un percorso entusiasmante e pieno di sfide. Il collezionismo d’arte e il mercato dell’arte sono infatti universi complessi e in continua evoluzione, che richiedono una grande passione, una profonda conoscenza delle opere e una grande sensibilità artistica e culturale. Se avete la passione giusta e siete disposti a investire tempo e risorse, il mondo dell’arte può offrire grandi soddisfazioni e gratificazioni personali, oltre a rappresentare un’opportunità di investimento interessante.

Cosa succede quando si tratta di acquistare e vendere opere d’arte per motivi di lucro? Qual è il ruolo del collezionista, dello speculatore occasionale o del mercante d’arte in queste operazioni?

Recentemente la Corte di Cassazione ha stabilito alcune importanti sentenze che fanno chiarezza su questo delicato tema. La prima riguarda la figura del collezionista, definito come colui che acquisisce opere d’arte per passione, senza l’intento di rivenderle per trarne un profitto. La seconda sentenza riguarda invece il mercante d’arte, definito come colui che si occupa di compravendita di opere d’arte con l’intento di trarne un profitto.

Le cose non sono sempre così semplici come sembrano. Anche il collezionista può essere chiamato a rispondere delle sue operazioni di compravendita se queste vengono effettuate con una certa frequenza e con l’intento di trarne un profitto. Allo stesso modo, il mercante d’arte può rivestire anche il ruolo di collezionista se acquista opere d’arte per la sua collezione personale.

Insomma, la distinzione tra collezionista e mercante d’arte non è sempre così netta e le cose possono diventare complicate se non si rispettano le regole e le normative previste dalla legge. Ma cosa significa davvero essere un collezionista o un mercante d’arte? Entrambe le figure sono importanti per il mondo dell’arte, ma ognuna ha il suo ruolo e le sue responsabilità.

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Il collezionista è un appassionato che cerca di acquistare opere d’arte per ampliare la propria conoscenza e il proprio gusto personale. La sua motivazione non è legata al profitto, ma all’amore per l’arte e alla voglia di condividere la propria passione con gli altri. Il collezionista deve però rispettare le normative vigenti e le regole del mercato dell’arte se vuole evitare problemi legali.

Il mercante d’arte, d’altro canto, è un professionista che si occupa di compravendita di opere d’arte con l’intento di trarne un profitto. Il suo ruolo è quello di mettere in contatto collezionisti, artisti e musei, ma anche di fare attenzione alle normative vigenti e alle regole del mercato dell’arte. Il mercante d’arte deve essere in grado di valutare il valore dell’opera d’arte e di gestire le operazioni di compravendita in modo trasparente e corretto.

Collezionista, speculatore occasionale o mercante d'arte
Credits: Photo by Tristan Fewings/Getty Images for Sotheby’s.

Il Collezionista secondo Il Testo Unico delle Imposte sui Redditi

Come si fa a capire se la vostra attività di collezionismo o di mercato dell’arte sia considerata professionale agli occhi della legge? Secondo la dottrina vigente, per poter definirsi mercante d’arte è necessario investire in modo sistematico e professionale in oggetti d’arte, con l’intenzione di trarne profitto attraverso la loro successiva rivendita. In questo caso, le operazioni di compravendita saranno soggette a imposte come l’IVA e genereranno reddito d’impresa. Attenzione però: la giurisprudenza ha chiarito che non esiste una definizione universale di “collezionista professionale”, e che ogni caso va esaminato attentamente sulla base delle circostanze specifiche e delle modalità di agire nel mercato dell’arte. In altre parole, per sapere se la vostra attività di collezionismo o mercato dell’arte è soggetta a tassazione, dovrete fare un’attenta analisi delle vostre azioni e delle vostre intenzioni.

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La recente sentenza della Cassazione

L’8 marzo 2023 è stata pubblicata un’importante ordinanza della Corte di Cassazione, la numero 6874, che offre una chiara e dettagliata visione dei diversi profili del mondo dell’arte e del conseguente trattamento fiscale da applicare.

In particolare, si distinguono tre categorie: il mercante d’arte, lo speculatore occasionale ed il collezionista. Il primo è colui che commercializza abitualmente le opere d’arte, anche senza un’organizzazione imprenditoriale, al fine di trarre profitto dall’incremento del valore delle stesse. Lo speculatore occasionale, invece, è colui che effettua acquisti occasionali di opere d’arte con l’obiettivo di rivenderle e conseguire un utile. Infine, il collezionista è colui che acquista opere d’arte per scopi culturali e per arricchire la propria collezione, senza l’intento di rivenderle.

La Corte di Cassazione stabilisce inoltre i criteri per l’individuazione della categoria di appartenenza di un privato venditore, tra cui lo scopo dell’acquisto, la frequenza delle transazioni, la durata del possesso e l’attività finalizzata alla vendita.

Si pone particolare attenzione sull’abitualità delle transazioni, un elemento cruciale nella determinazione della figura del venditore. La giurisprudenza individua poi i requisiti per stabilire tale abitualità, tra cui il numero delle transazioni effettuate, gli importi elevati, il quantitativo di soggetti coinvolti e la varietà della tipologia di beni alienati.

Per i collezionisti, è importante non ricadere nella figura dello speculatore occasionale, al fine di evitare conseguenze fiscali non previste. In conclusione, è necessario essere consapevoli delle diverse categorie del mondo dell’arte e dei relativi trattamenti fiscali, per evitare rischi e sanzioni inaspettate.

Insomma al di là dello speculatore occasionale, sono il collezionista ed il mercante d’arte ad avere un ruolo importante nel mondo dell’arte; ognuno deve però rispettare le normative vigenti e le regole del mercato. La sentenza della Corte di Cassazione fa chiarezza su questo delicato tema, ma è sempre importante tener presente che l’arte non può essere ridotta a un semplice valore di mercato. L’arte è un’esperienza, una forma di comunicazione che va oltre il prezzo dell’opera stessa. L’arte è fatta di emozioni, di suggestioni, di storie che raccontano la società e la cultura di un determinato momento storico.

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Per questo motivo, sia il collezionista che il mercante d’arte devono avere una sensibilità artistica e culturale, nonché una profonda conoscenza del mondo dell’arte e delle sue dinamiche. Solo così potranno valutare correttamente il valore di un’opera d’arte e garantire una gestione trasparente e corretta delle operazioni di compravendita.


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