Arnaldo Caprai, l’imprenditore che ha unito tessuti e Sagrantino, è scomparso all’età di 92 anni, lasciando un’eredità indelebile nel Made in Italy.
Nato a Torino nel 1933 da umili origini – figlio di un ferroviere e una casalinga – Caprai ha incarnato il sogno italiano di riscatto attraverso l’eccellenza artigiana e innovativa. La sua parabola professionale, intrecciata con il vino umbro e i pizzi di alta gamma, lo ha reso ambasciatore globale del saper fare italiano.
Origini ed Impero Tessile
Arnaldo Caprai inizia negli anni ’50 come venditore di corredi e biancheria nell’Italia centrale, trasformando una passione per i merletti in un colosso industriale. Nel 1955 fonda l’Arnaldo Caprai Gruppo Tessile a Foligno, che controlla l’intera filiera: dal fiocco di lino alla tessitura, nobilitazione e confezione, tutto rigorosamente Made in Italy.
La svolta arriva negli anni ’70 con l’acquisto di un antico fazzoletto di merletto a Bruxelles, che ispira un regno di pizzi e ricami di lusso.
Il marchio Cruciani, ideato dal figlio Luca, con i suoi braccialetti in macramè, diventa un fenomeno globale, trainando utili raddoppiati e un indotto di 500 occupati. Caprai investe in ricerca, catalogando reperti unici in un Centro studi, e riceve nel 2002 il titolo di Cavaliere del Lavoro.
La Passione per il Sagrantino
Parallelamente al tessile, Caprai realizza un sogno enologico: nel 1971 acquista 45 ettari a Montefalco, dando vita alla cantina Arnaldo Caprai, leader nel Sagrantino di Montefalco DOCG. Questo vitigno autoctono umbro, conosce rinascita grazie al figlio Marco, che dal 1988 ne assume la guida con ricerca agronomica e partnership universitarie. La cantina, tra le colline di Montefalco, Spoleto e Assisi, produce vini iconici come il “25 Anni”, acclamati dalle guide enologiche mondiali. Caprai eleva il Sagrantino a simbolo del territorio, coniugando tradizione e innovazione sostenibile.
Eredità nel Made in Italy
La scomparsa di Arnaldo Caprai, annunciata con cordoglio dalla Regione Umbria – che esprime condoglianze a moglie Fiorella e figli Marco, Luca e Arianna – segna la fine di un’era. La sua duplice vocazione, tessile e vinicola, genera un impero che promuove l’Umbria e l’Italia sui mercati globali. Da venditore ambulante a patron di griffe esportate ovunque, Caprai dimostra che passione e visione creano valore duraturo. Oggi, la sua memoria vive nei vigneti di Montefalco e nei merletti Cruciani, pilastri del Made in Italy contemporaneo.






