Il 2025 ha riservato ai mercati finanziari una annata di forti emozioni, dominata da Dazi USA imposti da Trump, resilienza economica e boom dell’Intelligenza Artificiale.
Partendo dalle analisi di Moneyfarm, emergono cinque lezioni chiave che delineano un 2026 di crescita moderata, con volatilità geopolitica e opportunità selettive.
Lezione Finanziaria dal 2025: Mercati come Arbitri
I mercati hanno imposto correzioni alle politiche aggressive di Trump, come il “Liberation Day” di aprile con tariffe che hanno fatto schizzare il VIX e calare l’S&P 500 del 20%. La pressione su Treasury a 30 anni, con rendimenti su del 0,5%, ha costretto a una pausa di 90 giorni sulle tariffe, confermando il ruolo dei mercati come “arbitro imparziale” contro squilibri globali. Questa dinamica si ripete da crisi passate, come lo spread italiano del 2011 o il debito UK del 2022.
Volatilità Geopolitica come Normalità
Tensioni in Medio Oriente, Ucraina e guerre commerciali USA-Cina hanno segnato il 2025, premiando investitori razionali focalizzati sui fondamentali. L’indice di incertezza commerciale Bloomberg ha evidenziato un nuovo regime multipolare post-Trump, richiedendo portafogli gestiti da professionisti per navigare bias comportamentali. Nel 2026, questa volatilità persisterà, con protezionismo e frammentazione geopolitica come rischi chiave.
Ritorno della Diversificazione
Dopo il 2022, quando azioni e bond crollarono insieme, la diversificazione riaffiora come strategia vincente con tassi stabilizzati e inflazione in calo. Portafogli 60/40 hanno offerto rendimenti solidi con rischio contenuto negli ultimi dieci anni, ideale per affrontare valutazioni elevate USA e concentrazione tech. Per il 2026, esperti spingono su allocazioni bilanciate, evitando eccessi su singoli fattori.
Mercati Efficienti ed Umiltà degli Investitori
Dai minimi di aprile, Nasdaq +44% e S&P 500 +35% (al 15 dicembre), superando il pessimismo retail dell’AAII che ha ritardato l’ingresso in borsa. I mercati “prezzano” scenari plausibili con efficienza, anticipando pragmatismo fiscale USA e boom IA che ha aggiunto l’1% al PIL via data center. Lezione: rimanere agili e umili, come dimostrato dalle sovraperformance di portafogli professionali.
IA: Boom, non Bolla
Timori di “bolla dot-com” sull’IA sono smontati da analisi granulari: investimenti in data center finanziati da liquidità, non debito, con valutazioni lontane dagli eccessi del 2000. Il tech USA guida, ma con rischi di delusione (25-30% probabilità), spingendo verso bond per diversificazione. Moneyfarm mantiene esposizione USA disciplinata.
Prospettive Mercati 2026: Crescita Moderata
Per il 2026, politiche espansive USA, tagli fiscali permanenti e IA sosterranno azioni globali con utili +12-15%, ma valutazioni elevate richiedono selettività. Banche centrali allenteranno con inflazione moderata, dollaro debole e crescita stabile; Europa accelera con spesa tedesca su infrastrutture e difesa. Volatilità da dazi e geopolitica persisterà, ma bassi tassi favoriscono risk-on.
Outlook Italia: Piazza Affari in Rialzo
Piazza Affari chiuderà 2025 con +32%, trainata da banche e industriali; per 2026, gestori prevedono +8-13% sul FTSE MIB, verso 40.000 punti. Driver: stabilità politica, spread ridotti, utili in crescita su manifatturiero e consumi ciclici (25% capitalizzazione). Settori top: industrie, AI-tech, small-mid cap e infrastrutture; banche generose sui dividendi.
Opportunità e Rischi per Investitori
IA resta trasformativa, con euforia economica giustificata ma mercati cauti (rendimento azionario USA 4-5% annualizzato). Italia promossa da BofA, ma margini stretti post-sovraperformance; focus su ESG e prime asset. Rischi: bolla IA (perdite potenziali 20 trilioni USD), crisi debiti sovrani. Strategia: diversifica, sélettiva su ciclici italiani e tech globale, affidati a gestori per catturare upside.
—
Fonte di redazione: MoneyFarm.com

