Il 25 dicembre è una data che unisce miliardi di persone in tutto il pianeta, ma le modalità con cui si celebra il Natale variano enormemente da cultura a cultura.
Accanto alle solenni tradizioni religiose che commemorano la nascita di Gesù Cristo, esistono usanze folkloristiche che spaziano dal commovente al decisamente bizzarro.
Le Tradizioni Religiose più Significative
Etiopia: il Natale Ortodosso di Ganna
In Etiopia, dove la Chiesa Ortodossa Tewahedo segue il calendario giuliano, il Natale si celebra il 7 gennaio con la festa del Ganna. I fedeli vestono tradizionali abiti bianchi chiamati “shamma” e partecipano a lunghe celebrazioni liturgiche che iniziano alle 3 del mattino e possono durare fino a nove ore. La processione attorno alle chiese, illuminate solo da candele, crea un’atmosfera mistica e profondamente spirituale. Dopo il digiuno di 43 giorni dell’Avvento, chiamato Tsome Gahad, le famiglie si riuniscono per consumare il “doro wat”, uno stufato speziato di pollo.
Filippine: la Simbang Gabi
Le Filippine vantano una delle celebrazioni natalizie più lunghe al mondo, che inizia a settembre e culmina con la “Simbang Gabi”, una serie di nove messe all’alba che precedono il Natale. Questa tradizione, introdotta dai missionari spagnoli nel XVI secolo, vede i fedeli alzarsi prima dell’alba per partecipare alle celebrazioni che iniziano già alle 4 del mattino. Si crede che chi partecipa a tutte e nove le messe possa esprimere un desiderio che si avvererà. Le chiese sono decorate con elaborate lanterne a stella chiamate “parol”, simbolo della stella di Betlemme.
Messico: le Posadas
Dal 16 al 24 dicembre, i messicani rievocano il viaggio di Maria e Giuseppe verso Betlemme attraverso le “Posadas”. Ogni sera, processioni di fedeli vanno di casa in casa cantando e chiedendo ospitalità, proprio come fecero i genitori di Gesù. Solo all’ultima casa vengono accolti, simboleggiando la fine della loro ricerca. Le celebrazioni includono preghiere, canti religiosi e, per i bambini, la rottura della piñata, che originariamente aveva un significato spirituale: le sette punte rappresentavano i sette peccati capitali da distruggere.
Le Tradizioni più Bizzarre
Catalogna: il Caganer
In Catalogna, i presepi includono una figura decisamente insolita: il “Caganer”, un pastorello rappresentato nell’atto di defecare. Questa statuina, presente nelle natività catalane dal XVII secolo, viene nascosta in un angolo del presepe e i bambini si divertono a cercarla. Lungi dall’essere blasfema, questa tradizione simboleggia la fertilizzazione della terra e il buon auspicio per il raccolto dell’anno successivo. Accanto al Caganer, esiste il “Tió de Nadal”, un tronco con una faccia dipinta che i bambini “alimentano” per giorni prima di picchiarlo con bastoni la notte di Natale affinché “defechi” regali.
Norvegia: le scope nascoste
La vigilia di Natale, molte famiglie norvegesi nascondono tutte le scope di casa. Secondo un’antica superstizione, questa è la notte in cui streghe e spiriti maligni escono a cercare scope da cavalcare. Per tenere lontani questi visitatori indesiderati, alcuni uomini sparano anche colpi di fucile fuori dalla porta di casa. Questa usanza pagana, sopravvissuta alla cristianizzazione, si mescola alle celebrazioni religiose moderne creando un curioso sincretismo.
Islanda: i 13 Babbo Natale dispettosi
Dimenticatevi del bonario Santa Claus: in Islanda, i bambini ricevono visite da 13 “Jólasveinar” o Yule Lads, troll che scendono dalle montagne uno per volta nei 13 giorni prima di Natale. Ognuno ha un nome che riflette il suo comportamento dispettoso: “Stekkjastaur” molesta le pecore, “Gluggagægir” sbircia dalle finestre, “Hurðaskellir” sbatte le porte nel cuore della notte. I bambini lasciano le scarpe sul davanzale: se sono stati buoni ricevono dolcetti, altrimenti trovano patate marce.
Giappone: Natale con il Kentucky Fried Chicken
In Giappone, dove i cristiani sono meno del 2% della popolazione, il Natale è diventato una festa commerciale con una tradizione culinaria sorprendente: milioni di giapponesi ordinano pollo fritto dal KFC. Questa usanza nacque da una brillante campagna marketing del 1974 e oggi le famiglie prenotano i loro “Christmas Party Barrel” con settimane di anticipo, facendo lunghe file fuori dai ristoranti. Per molti giapponesi, il Natale è anche sinonimo di appuntamenti romantici e torte alla fragola.
Queste tradizioni, dalle più devote alle più eccentriche, dimostrano come il Natale sia una festa capace di adattarsi e assumere significati diversi attraverso culture, climi e credenze, mantenendo sempre un filo comune di celebrazione, famiglia e, spesso, un pizzico di magia.

