La manovra economica del Governo Meloni per il 2026 entra nel vivo del suo percorso parlamentare e si prepara a infiammare il dibattito politico e sociale nei prossimi giorni.
Sul tavolo ci sono scelte che toccano coesione territoriale, imprese, lavoro e pensioni, con ricadute concrete sulla vita quotidiana degli italiani.
Cosa prevede la nuova manovra?
La Legge di Bilancio 2026 punta a mantenere i conti pubblici sotto controllo, con l’obiettivo di riportare il deficit sotto il 3% e accompagnare l’uscita dalla procedura Ue. Si conferma una linea di prudenza: poche risorse da distribuire e la necessità di trovare coperture per ogni intervento, soprattutto su lavoro, imprese e welfare.
. Restano invece più complicati i dossier su pensioni e TFR, con stop agli anticipi basati sul cumulo dei fondi complementari e una revisione del meccanismo per i neoassunti.
Tagli al fondo di coesione
Uno dei punti più discussi è il taglio al fondo di coesione, che alimenta le politiche per ridurre i divari tra territori e sostenere soprattutto il Mezzogiorno. La scelta apre un fronte caldo con amministrazioni locali e opposizioni, che denunciano il rischio di frenare investimenti in infrastrutture, servizi e sviluppo regionale.
Per un pubblico maschile attento a lavoro, impresa e famiglia, questi tagli possono tradursi in meno opportunità su trasporti, servizi digitali, riqualificazione urbana e supporto alle Pmi nei territori più fragili.
Sullo sfondo resta il tema della credibilità finanziaria del Paese, che il governo rivendica come priorità in una fase segnata da tensioni geopolitiche e dazi.
Scontro politico e prossime tappe
L’iter in Parlamento è stato finora turbolento, tra maxi-emendamenti, vertici notturni e continui aggiustamenti per tenere unita la maggioranza. Nel testo sono entrate anche norme “di bandiera”, come quelle sulla riserva aurea di Bankitalia e sul condono edilizio 2003, che hanno acceso ulteriormente il confronto con le opposizioni.
Le minoranze parlano di “manovra pessima”, accusando il governo di fare cassa sulle pensioni e di scaricare i costi su lavoratori e ceti medi. La maggioranza, invece, sottolinea la tenuta dei conti e la scelta di concentrare le risorse su chi produce e lavora, promettendo correttivi mirati nelle prossime settimane.







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